Curiosita'


Elefanti, l'ultimo viaggio

Elefanti, l'ultimo viaggio
L'uomo fino a non molto tempo fa pensava di essere l'unico a celebrare la scomparsa dei propri cari, invece, a più di 8000 chilometri da noi, nel cuore dell'Africa nera, in mezzo alla savana dove la natura si perde e si mischia per miglia senza interruzione, troviamo gli elefanti.

L'elefante africano è noto non solo perché è il più grande animale terrestre attualmente presente sul nostro pianeta (vive fino a 70 anni, può raggiungere i 4,2 metri d'altezza alla spalla e pesare oltre le 12 tonnellate) ma anche perché gli anziani del branco, giunti a un certo punto della loro vita realizzano quanto rallentano gli altri durante la marcia, esponendoli a pericoli che nello spietato mondo della natura selvaggia si nascondo in ogni angolo.

A questo punto gli anziani decidono di lasciare il branco e vengono accompagnati nel loro ultimo viaggio da un loro coetaneo, perché nessuno merita di morire solo. Quindi procedono verso zone note agli elefanti per l'elevata presenza di verde morbido non lignificato (facile da digerire e da raggiungere). Questi posti sono noti tra le popolazioni Masai come i “Cimiteri degli elefanti”, e sono situati in luoghi impervi da raggiungere per mantenere la sacralità del luogo dove i Masai in piena armonia con la natura vanno a rifornirsi di avorio senza dover uccidere queste splendide creature.

Nonostante tutti questi racconti dei nativi, questi luoghi sacri non sono mai stati trovati, per questo molti zoologi e studiosi vari rifiutano di avvalorare questa tesi, malgrado i Masai ci credano vivamente. A noi piace pensare che abbiano ragione e che un giorno potremo ammirare anche noi questi splendidi luoghi dove vita e morte si incontrano. 

26 gennaio 2015

Alex Ceriani

Tag

Elefante

Masai

Africa

Che ne pensi?