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Lo squalo vampiro: una specie primitiva ai giorni nostri

Lo squalo vampiro: una specie primitiva ai giorni nostri
Una creatura stranissima, che misura quattro metri di lunghezza e ha dei denti sottili e affilati, è stata pescata da Mike Kelly e suo figlio ventiduenne Lochlainn al largo della costa del New South Wales in Australia.
Si tratta di uno squalo goblin (Mitsukurina owstoni), una specie che si aggira negli abissi oceanici a 1200 metri di profondità. Dalla sua scoperta ad oggi, (1897 nei pressi di Yokohama, Giappone) sono stati avvistati solo quarantasei esemplari, compreso quest'ultimo.
Questo squalo viene chiamato anche “squalo vampiro” in quanto preferisce l’oscurità dei fondali alla luce solare ed è considerato dagli scienziati una sorta di “fossile vivente” per la forma della testa allungata e il rostro simile piuttosto ad un becco, con una colorazione rosacea dovuta ai vasi sanguigni situati sotto la pelle.
In genere, trova le sue prede utilizzando centinaia di piccoli sensori sulla testa, le cosiddette ampolle di Lorenzini, che rilevano campi elettrici prodotti dai crostacei e cefalopodi di cui è ghiotto.
Tale animale appartiene ad un "vicolo cieco evolutivo", essendo l'unica specie nel suo genere la cui evoluzione si  è fermata circa settanta milioni di anni fa, durante l'era dei dinosauri.

26 dicembre 2015

Jessica Tommasi

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